Il 6 settembre è uscito Ascendente, quarto album del gruppo sperimentale d’autore La Metralli. Stiamo parlando di un gruppo di origine modenese trapiantato a Bologna dopo il primo disco ormai più di otto anni fa, che dall’inizio della sua carriera ha mostrato sempre una grande qualità, vigile nella sperimentazione e solido nei testi.

“Ascendente” pubblicato dall’etichetta Amigdala, distribuito da Audioglobe, si presenta come un disco decisamente lavorato, per quanto la band precisi l’urgenza con la urla è venuto fuori, nel giro addirittura di poche settimane. Il lavoro probabilmente, oltre che in fase di registrazione, è distribuito in tutti questi anni di musica che hanno condotto il gruppo ad un certo grado di consapevolezza.
Il primo brano è il “Sindaco” ed è dedicato a Mimmo Lucano e all vicenda di Riace, che ha ispirato alla Metralli un testo profondo e senza paura, che elogia la dignità e l’umanità di questo eroe moderno, come se stessero parlando di una fiaba lontana nel tempo, una storia iniziata e finita. Resta tutto tremendamente attuale, come la scrittura del gruppo, di cui altro esempio è “Nero”, che tratta dei mille volti del fascismo e delle ondate che lo riportano vivo nella nostra quotidianità. Oltre a questo troviamo brani molto personali nell’album, da “Oceano madre” e “01.52 a.m.” e altri inni allò’umanità e alla sua evoluzione come “Elegiaca” e “Brecce”. La massima espressione dei La Metralli arriva con “Portami qui”, brano esemplare e coinvolgente, in cui si percepisce la capacità di sperimentazione sonora del gruppo, la perfetta fusione tra tutte le musiche che compongono la loro dimensione. Elettronica, popolare, strumentale, acustico, tutto all’interno di una sola concezione di libertà, la stessa che affida la chiusa di “Ascendente” ad un pezzo come “Son la Mondina, son la sfruttata”. In collaborazione con il Copro delle Mondine di NOVI, il pezzo si trasforma in afrobeat ed elettro-soul, mantenendo forte e chiaro un messaggio ripreso sempre dal passato, ma che sfiora l’attualità e quindi, di certo, non si può dimenticare.

Insomma la musica della Metralli sarà anche “pesante come la ghisa” come ironicamente la auto definiscono i membri del gruppo, ma è sicuramente una musica che si impegna e che crede seriamente in cui che esprime. Quindi ci prendiamo la ghisa e tutto il resto e va benissimo così.


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