Ci sono varie ragioni per prestare attenzione a La Metralli, specialmente se pensiamo all’odierno panorama della canzone italiana in italiano. Innanzitutto la band modenese, che si è sempre mossa tra pop-rock moderno e tradizione folk jazzy, sta continuando un percorso coerente, iniziato nel 2011 con Del mondo che vi lascio e proseguito successivamente con Qualche grammo di gravità e Lanimante, risalente a un paio di anni fa. Ascendente è infatti il quarto capitolo di una discografia modellata con attento approccio artigianale, senza roboanti trovate a effetto ma anche mettendosi alla prova. Stavolta lo spunto di maggior interesse è rappresentato da arrangiamenti pensati per suonare come se fossero elettrici, eseguiti in realtà soltanto con strumenti acustici o al massimo semi-acustici (si ascolti Quiete, dove spazzole e percussioni sembrano sostituire le pulsazioni digitali della tecnologia): e dunque caldi eppur dinamici, proiettati tanto al futuro quanto alle radici – proprio come la bizzarra medusa robotica raffigurata in copertina. Il secondo segno caratteristico, all’ascolto, è la voce di Meike Clarelli, che spinge verso l’alto, in intensità ed eleganza, le dieci canzoni in scaletta, registrate in poche settimane praticamente in presa diretta, in sala prove. Le fa ascendere, insomma, per riprendere il titolo del disco, verso una luce che conforti in questi tempi bui. Tempi che hanno spinto il quintetto a sbilanciarsi in direzione sociopolitica, conservato comunque sia l’approccio di pacata classe alle parole. Vari, i temi trattati: dall’ondata di fascismo 2.0 all’importanza di un nuovo movimento femminista. Segnaliamo in particolare, tra gli episodi più riusciti, una ballata acquatica come Oceano madre – da qualche parte tra Cristina Donà e Mara Redeghieri – e la più incalzante Nero, oppure l’intimismo vivace di Brecce, mentre lo sciamanico semi-strumentale Portami qui fa da preludio alla bonus track Son la mondina, son la sfruttata, canto di lavoro rielaborato in ottica soul/afrobeat vagamente Ibeyi, a conferma di un “impegno” di atavica attualità, in collaborazione con lo storico coro delle Mondine di Novi e Le Chemin des Femmes, altro coro diretto dalla stessa Meike. Bene così, auguriamo loro a questo punto una vera e proprio ascesa, in ogni senso.

Foto di Melissa Iannace